Centro Risorse Territoriale di Pesaro e Urbino

Giovanni Pascoli (1855- 1912)

Report Broken Link Change Language
Language Switch Cloud Preload
Current Language: English
You can select another language:
‹« ItalianItalian »›
or Close this window.

Giovanni Pascoli (1855- 1912)

Poet Giovanni Pascoli, a latinist, and a professor of Italian literature in the University of Bologna, is the author of a long poem entitled "Italy"

A family of emigrants goes back to Tuscany.

Italianized american words used by the poet:

  • Ioe, Joe
  • pai, pie
  • fleva, flavor/flavour
  • bisini, business
  • fruttistendo, fruitstand
  • checche, cakes
  • candi, candies
  • scrima, icecreams
  • stima, steamer
  • ticchetta, ticket
  • baschetto, basket
  • salone, saloon
  • bordi, boarders (pensionanti)
  • cianza, chance
  • dego, dago (not a nice word)

The guide dates back to the end of the XIX century. The transcribed excerpts are useful for a better comprehension of the poem by Giovanni Pascoli. Two links (English and German) have been added to those about the German liners in service between Europe and America in those years.

From "First poems" (1897-1904)

"Italy"

"sacred to wandering Italy"

Canto Primo

I

A Caprona, una sera di febbraio,

gente veniva, ed era gia per l'erta,

veniva su da Cincinnati, Ohio .

La strada con quel tempo, era deserta.

Pioveva, prima adagio, ora a dirotto,

tamburellando su l'ombrella aperta.

La Ghita e beppe di Taddeo, li sotto

erano, sotto la celata ombrella

del padre: una ragazza, un giovinotto.

E c'era anche una bimba malatella,

in collo a Beppe, e di su la sua spalla

mesceva giu le bionde lunghe anella.

Figlia d'un altro figlio, era una talla

del ceppo vecchio nata la: Maria:

d'ott'anni: aveva il peso d'una galla.

Ai ritornanti per la lunga via,

gia vicini all'antico focolare,

la lor chiesa sono l'Avemaria.

Erano stanchi! Avean passato il mare!

Appena appena tra la pioggia e il vento

l'udiron essi or si o no sonare.

Maria cullata dall'andar su lento

sembrava quasi abbandonata al sonno,

sotto l'ombrella: Fradicio e contento

veniva piano dietro tutti il nonno.

II

Salivano, or tutti dietro il nonno,

la scala rotta. Il vecchio Lupo in basso

non abbaio; scodinzolo tra il sonno.

E tentenno sotto il lor piede il sasso

davanti l'uscio. C'era sempre stato

presso la soglia, per aiuto al passo.

E l'uscio, come sempre, era accallato.

Li dentro, buio come a chiuder gli occhi.

Ed era buia la cucina allato.

La mamma? Forse scesa per due ciocchi.

forse in capanna a molgere . No era

al focolare sopra i due ginocchi.

Avea pulito greppia e rastrelliera;

ora accendeva. Udi sonare fioco:

era in ginocchio, disse una preghiera.

Appariva nel buio a poco a poco.

"Mamma, perché non v'accendete un lume?

Mamma, perché non v'accendete il fuoco?"

"Gesu! Che ho fatto tardi col rosume."

e negli stecchi ella soffio, mezzo arsi;

e le sue rughe apparvero al barlume.

E raccattava, senza ancor voltarsi,

tutta sgomenta, avanti a sé la mamma,

brocche, fuscelli, canapugli, sparsi

sul focolare. E si levo la fiamma.

III

E i figli rividero alla fiamma

del focolare, curva, sfatta, smunta.

"Ma siete trista, siete trista, o mamma!"

Ed accostando agli occhi, essa, la punta

del pannelletto, con un fil di voce:

"E il Cecco e fiero? E come va l'Assunta?"

"Ma voi! Ma voi!" "La la, con la mia croce"

I muri grezzi apparvero col banco

vecchio e la vecchia tavola di noce.

Di nuovo, un moro, con non altro bianco

che gli occhi e i denti, era incollato al muro,

la lenza a spalla ed una mano al fianco:

roba di la. Tutto era vecchio, scuro.

S'udiva il soffio delle vacche, e il sito

della capanna empiva l'abituro.

Beppe sedé col capo indolenzito

tra le due mani. La bambina bionda

ora ammiccava qua e la col dito.

Parlava; e la sua nonna, tremebonda,

stava a sentire e poi dicea: "Non pare

un lui quando canta tra la fronda?"

Parlava la sua lingua d'oltremare:

".a chicken house" "un piccolo lui."

"for mice and rats" "che goda a cinguettare,

zi zi" "Bad country, Ioe, your Italy!"

IV

Italy , penso, se la prese a male.

Maria, la notte (era la Candelora),

senti dei tonfi come per le scale.

tre quattro carri rotolarono. Ora

vedea, la bimba, cio che n'era scorso!

The snow! La neve, a cui splendea l'aurora.

Un gran lenzuolo ricopriva il torso

dell'Omo-morto. Nel silenzio intorno

parea che singhiozzasse il Rio dell'Orso.

Parea che un carro, allo sbianchir del giorno,

ridiscendesse l'erta con un lazzo

cigolio. Non un carro, era uno storno,

uno stornello in cima del Palazzo

abbandonato, che credea che fosse

marzo, e strideva: marzo, un sole e un guazzo!

Maria guardava. Due rosette rosse

aveva, aveva lagrime lontane

negli occhi, un colpo ad or ad or di tosse.

La nonna intanto ripetea: "Stamane

fa freddo!" Un bianco borracciol consunto

mettea sul desco ed affettava il pane.

Pane di casa e latte appena munto.

Dicea: "Bambina, state al fuoco: nieva!

nieva !" E qui Beppe soggiungea compunto

"Poor Molly "! Qui non trovi il pai con fleva !"

V

Oh! No: non c'era li né pie flavour

né tutto il resto. Ruppe in un gran pianto:

"Ioe, what means nieva? Never? Never? Never?"

Oh no: starebbe in Italy sin tanto

ch'ella guarisse: one month or two, poor Molly !

E Ioe godrebbe questo po' di scianto!

Mugliava il vento che scendea dai colli

bianchi di neve. Ella mangio, poi muta

fisso la fiamma con gli occhioni molli.

Venne, sapendo della lor venuta,

gente, e qualcosa rispondeva a tutti

Ioe , grave: " Oh yes , e fiero. vi saluta.

Molti bisin i, oh yes . No, tiene un frutti-

stendo. Oh yes , vende checche, candy, scrima.

conta moneta: puo campar coi frutti.

Il baschetto non rende come prima.

Yes , un salone , che ci ha tanti bordi .

Yes , l'ho rivisto, nel pigliar la stima ."

Il tramontano discendea con sordi

brontoli. Ognuno si godeva i cari

ricordi, cari ma perché ricordi:

quando sbarcati dagli ignoti mari

scorrean le terre ignote con un grido

straniero in bocca, a guadagnar danari

per farsi un campo, per rifarsi un nido.

VI

Un campettino da vangare, un nido

da riposare: riposare , e ancora

gettare in sogno quel lontano grido:

Will you buy . per Chicago e Baltimora,

buy images . per Troy, Memphis, Atlanta,

con una voce che te stesso accora:

cheap! . nella notte, solo in mezzo a tanta

gente; cheap! cheap! Tra un urlerio che opprime;

cheap!. Finalmente un altro odi, che canta.

Tu non sai come, intorno a te le cime

sono dell'Alpi, in cui si arrossa il cielo:

chi canta, e il gallo sopra il tuo concime.

"La mi' Merica! Quando entra quel gelo,

ch'uno ritrova quella stufa roggia

per il gran coke , e si ria, poor fellow!

O va per via, battuto dalla pioggia.

Trova un farm . You want buy? Mostra il baschetto.

Un uomo compra tutto. Anche, l'alloggia!"

Diceva alcuno; ed assentiano al detto

gli altri seduti entro la casa nera,

piu nera sotto il bianco orlo del tetto.

Uno guardo la piccola straniera,

prima non vista, muta, che tossi.

"You like this country." Ella nego severa:

"Oh no! Bad Italy! Bad Italy!"

VII

Italy allora s'adiro davvero!

Piovve; e la pioggia cancello dal tetto

quel po' di bianco, e fece tutto nero.

Il cielo, parve che si fosse stretto,

e rovesciava acquate sopra acquate!

O ferraietto, corto e maledetto!

Ghita diceva:"Mamma a che filate?

Nessuna fila in Merica. Son usi

d'una volta, del tempo delle fate.

Oh yes! Filare! Assai mi ci confusi

da bimba. Or c'e la macchina che scocca

d'un frullo solo centomila fusi.

Oh yes! Ben altro che la vostra rócca!

E fila unito. E duole poi la vita

E ci si sente prosciugar la bocca!"

La mamma allora con le magre dita

le sue gugliate traea giu piu rare,

perché ciascuna fosse bella unita.

vedea le fate, le vedea scoccare

fusi a migliaia, e s'indugiava a lungo

nel suo cantuccio presso il focolare.

Diceva: "Andate a letto, io vi raggiungo".

Vedea le mille fate nelle grotte

illuminate. A lei faceva il fungo

la lucernina nell'oscura notte.

VIII

Pioveva sempre. Forse uscian, la notte,

le stelle, un poco, ad ascoltar per tutto

gemer le doccie e ciangottare le grotte.

Un poco, appena. Dopo era piu brutto:

piovea piu forte dopo la quiete.

O ferraiuzzo, piccolino e putto!

Ghita diceva:"Madre a che tessete?

La puo comprare, a pochi cents , chi vuole,

cambri, percalli, lustri come sete.

E poi la vita dite che vi duole!

C'e dei telari in Merica, in cui vanno

ogni minuto centomila spole.

E ce n'ha mille ogni citta, che fanno

ciascuno tanta tela in uno scatto,

quanta voi non ne fate in capo all'anno"

Dicea la mamma:"Il braccio ch'io ricatto

bel bello, vuole diventar rotello.

O figlia piu non e da fare il, fatto".

E tendeva col subbio e col subbiello

altre fila. La bimba, li, da un canto,

mettea nello spoletto altro cannello.

Stava li buona come ad un incanto,

in quel celliere della volta bassa,

Molly, e tossiva un poco, ma soltanto

tra il rumore dei licci e della cassa.

IX

Tra il rumore dei licci e della cassa

tossiva, che la nonna non sentisse.

La nonna spesso le dicea:"Ti passa?"

"Yes", rispondeva. Un giorno poi le disse:

"Non venir qui!" Ma ella ci veniva,

e stava li con le pupille fisse.

Godeva di guardare la giuliva

danza dei licci, e di tenere in mano

la navicella lucida d'oliva.

Stava l' buona a' piedi d'un soppiano;

girava l'aspo, riempia cannelli,

e poi tossiva dentro sé pian piano.

Un giorno che veniva acqua a ruscelli

fisso la nonna e chiese: "Die?" La nonna

le carezzava i morbidi capelli.

La bimba allora piano per la gonna

le sali, le si stese sui ginocchi:

"Die" "E che t'ho da dir io povera donna?"

La bimba allora chiuse un poco gli occhi:

"Die! Die!" La nonna sussurro: "Dormire?"

"No! No!" La bimba chiuse anche piu gli occhi,

s'abbandono per piu che non dormire,

piego le mani sopra il petto: "Die!

Die! Die!" La nonna balbetto: "Morire!"

"Oh yes! Molly morire in Italy!"

Canto Secondo

Italy allora n'ebbe tanta pena.

Povera Molly ! E venne un vento buono

che spazzo l'aria che torno serena.

I

Vieni, poor Molly! Vieni! Dove sono

le nubi? In cielo non c'e piu che poca

nebbia, una pace, un senso di perdono,

di quando il bimbo perdonato ha roca

ancor la voce; all'angolo degli occhi

c'era una stilla, e cade, mentre gioca.

Vieni, poor Molly! Porta i tuoi balocchi.

Dove sono le nubi nere nere?

qualche lagrima sgocciola dai fiocchi

delle avellane, e brilla nel cadere.

II

Porta the doll , la bambola, che viene,

povera Doll , anch'essa dal paese

lontano, ed essa ti capisce bene.

E quando tu le parli per inglese,

presso le guance pallide ti pone

le sue color di rosa d'ogni mese.

Dal suo lettino lucido, d'ottone,

levala su, che l'uggia non la vinca.

non dorme, vedi. Vedi, dal cantone

sgrana que' suoi due fiori di pervinca.

III

O Moll e Doll , venite! Ora comincia

Il tempo bello. Udite un campanello

che in mezzo al cielo dondola? E' la cincia.

O Moll e Doll , comincia il tempo bello.

Udite lo squillar d'una fanfara

che corre il cielo rapida? E ' il fringuello.

Fringuello e cincia ognuno gia prepara

per il suo nido il mustio e il ragnatelo;

e d'ora in ora primavera a gara

cantano, uno sul pero, uno sul melo.

IV

Altre due voci ora dal monte al piano

s'incontrano: uno scampanare a festa,

con un altro piu piano e piu lontano.

L'una tripudia, e i mille echi ridesta

del monte, bianco ancora un po' di neve.

Di tanto in tanto ecco la voce mesta;

ecco un rintocco, appena appena un breve

colpo, che pare cosi lungo al cuore!

No, non vorrebbe, o gente, no; ma deve.

C'e la chi sposa, ma c'e qua chi muore.

V

Buoni villaggi che vivete intorno

al verde fiume, e di comune intesa

vi dite tutto cio che fate il giorno!

Si levano. Ora vanno tutti in chiesa,

ora son tutti a desinare, ed ora

c'e in ogni casa la lucerna accesa.

Poi quando immersi ad aspettar l'aurora

sembrano tutti, ecco piu su piu giu,

piu qua piu la, le loro voci ancora.

Pensano a quelli che non sono piu.

VI

Levati, Molly . Gente ode parlare

la tua parlata. Sono qui. Cammina,

se vuoi vederle. Hanno passato il mare.

Fanno un brusio nell'ora mattutina!

Ma il vecchio Lupo dorme e non abbaia.

E' buona gente e fu gia sua vicina.

Vengono e vanno, su e giu dall'aia

alla lor casa, che da un pezzo e vuota.

Oh! la lor casa, sotto la grondaia,

non gli par brutta, ben che sia di mota!

VII

Sweet.Sweet. Ho inteso quel lor dolce grido

dalle tue labbra. Sweet , uscendo fuori,

e sweet sweet sweet , nel ritornare al nido.

Palpiti a volo limpidi e sonori,

gorgheggi a fermo teneri e soavi,

battere d'ali e battere di cuori!

In questa casa che tu bad chiamavi,

black , nera, si, dal tempo e dal lavoro,

son le lor case, la sotto le travi,

di mota si, ma cosi sweet per loro!

VIII

O rondinella nata in oltremare!

Quando vanno le rondini, e qui resta

il nido solo, oh! che dolente andare!

Non c'e piu cibo qui per loro, e mesta

la terra e freddo e il cielo, tra l'affanno

dei venti e lo scrosciar della tempesta.

Non c'e piu cibo. Vanno. Torneranno?

Lasciano la lor casa senza porta.

Tornano tutte al rifiorir dell'anno!

Quella che no, di' che non puo, ch'e morta.

IX

Quando tu sei venuta, o rondinella,

t'hanno pur salutata le campane;

ti venne incontro il nonno con l'ombrella,

ti s'e strusciato alle gambine il cane.

Pioveva; ma tu bimba, eri coperta;

trovasti in casa il latte caldo e il pane.

Il tuo nonno ansimava su per l'erta,

la tua nonna pregava al focolare.

Brutta la casa si, ma era aperta,

o mia figliuola nata in oltremare!

X

Ha la pena da parte, oggi, e la vita

gli sente, e il capo, alla tua nonna, e il cuore;

e siede al focolare infreddolita.

Ieri si colse malva ed erbe more.

Oggi sta peggio. Ha due rosette rosse,

che non le ha fatte il fuoco che rimuore.

Molly , tu vieni e guardi. Ecco, ha la tosse

che avevi tu. Tosse ogni tanto un po'.

Sta li nel canto come non ci fosse.

E non tesse e non fila. Oggi non puo.

XI

Ha tessuto e filato, anche ha zappato,

anche ha vangato, anche ha portato, oh! tanto

che adesso stenta a riavere il fiato!

O dolce Molly, tu le porti accanto

Doll nel lettino lucido, e tu resti

con loro. Tanto faticato e pianto!

pianto in vedere i figli o senza vesti

o senza scarpe o senza pane! pianto

poi di nascosto, per non far piu mesti

i figli che. diceano addio col canto.

XII

Addio, dunque! Ed anch'essa Italy, vede,

Italy piange. Hanno un po' piu fardello

che le rondini, e meno hanno di fede.

Si muove con un muglio alto il vascello.

Essi, in disparte, con lo sguardo vano,

mangiano qua e la pane e coltello.

E alcun li tende, il pane da una mano,

l'altro dall'altra, torbido ed anelo,

al patrio lido, sempre piu lontano

e piu celeste, fin che si fa cielo.

XIII

Cielo, e non altro, cielo alto e profondo,

cielo deserto. O patria delle stelle!

O sola patria degli orfani al mondo!

Vanno serrando i denti e le mascelle,

serrando dentro il cuore una minaccia

ribelle, e un pianto forse piu ribelle.

Offrono cheap la roba, cheap le braccia,

indifferenti al tacito diniego;

e cheap la vita, e tutto cheap; e in faccia

no, dietro mormorare odono : Dego!

XIV

Ma senti, Molly? Dopo pioggie e brume

e nevi e ghiacci, con la sua gran voce

canta passando a' pie dei monti il fiume.

Passa sotto la gran Pania alla Croce

Cantando, ed una lunga nube appare,

bianca di sole, al suo passar veloce.

Passa cantando: al mare! Al mare! Al mare!

e l'Alpe azzurra ne rimbomba in cerchio,

e il cielo azzurro vede la fumare

l'alito che lascia addietro il Serchio.

XV

O fiumi, o delle rupi e dei ghiacciai

figli rubesti, che precipitate

a pazza corsa senza posar mai,

con l'eterno fragor delle cascate,

ruzzando come giovani giganti,

senza perché, per atterrir le fate

delle montagne; e trascinate infranti

boschi e tuguri, urtate le citta,

struggete i campi, sempre avanti, avanti,

avanti, pieni di serenita.

XVI

Acqua perenne, ottima e pessima, ora

morte ora vita, acqua, diventa luce!

Acqua, diventa fiamma! acqua, lavora!

Lavora dove l'uomo ti conduce;

e veemente come l'uragano,

vigile come femmina che cuce,

trasforma il ferro, il lino, il legno, il grano;

manda i pesanti traini con le spole

labili; rendi l'operare umano

facile e grande come quel del Sole!

La madre li vuol tutti alla sua mensa

i figli suoi. Qual madre e mai, che gli uni

sazia, ed a gli altri, a tanti, ai piu, non pensa?

Siedono a lungo qua e la digiuni;;

tacciono, tralasciati nel banchetto

patrio, come bastardi, ombre, nessuni:

guardano intorno, e quindi sé nel petto,

sentono su la lingua arida il sale

delle lagrime; infine, a capo eretto,

escono, poi fuggono, poi: - Sii male. -

XVIII

Non maledite! Vostra madre piange

su voi, che ai salci sospendete i gravi

picconi, in riva all'Obi, al Congo, al Gange.

Ma d'ogni terra, ove e sudor di schiavi,

di sottoterra ove e stridor di denti

dal ponte ingombro delle nere navi,

vi chiamera l'antica madre, o genti,

in una sfolgorante alba che viene,

con un suo grande ululo ai quattro venti

fatto balzare dalla sue sirene.

XIX

Non piangere, poor Molly ! Esci, fa piano,

lascia la nonna li sotto il lenzuolo

di tela grossa ch'ella fece a mano.

T'amava, oh! si! Tu ne imparavi a volo

qualche parola bella che balbetti:

essa da te solo quel die, die solo!

Lascia li Doll, lasciali accosto i letti,

piccolo e grande . Doll e savia, e tace,

né dorme: ha gli occhi aperti e par che aspetti

che li apra l'altra, ch'ora dorme in pace.

XX

Prima d'andare, vieni al camposanto,

s'hai da ridire come qui si tiene.

Stridono i bombi intorno ai fior d'acanto,

ronzano l'api intorno le verbene.

E qui tra tanto sussurrio riposa

la nonna cara che ti volle bene.

O Molly ! O Molly ! prendi su qualcosa,

prima d'andare, e portalo con te.

Non un geranio né un bocciuol di rosa,

prendi sol un NON-TI-SCORDAR-DI-ME!

" Ioe , bona cianza !." "Ghita, state bene!.

"Good bye". "L'avete presa la ticchetta?"

"Oh yes". "Che barco?" "Il Prinzessin Irene".

L'un dopo l'altro dava a Ioe la stretta

lunga di mano. "Salutate il tale".

" Yes , serviro". "Come partite in fretta!"

Scendean le donne in zoccoli le scale

per veder Ghita. Sopra il suo cappello

c'era una fifa con aperte l'ale.

"Se vedete il mi' babbo. il mi' fratello.

il mi' cognato." "Oh yes". "Un bel passaggio

vi tocca, o ghita. Il tempo e fermo al bello".

"Oh yes". Facea pur bello! Ogni villaggio

ridea nel sole sopra le colline.

Sfiorian le rose da' rosai di maggio.

Sweet sweet . era un sussurro senza fine

nel cielo azzurro. Rosea, bionda, e mesta,

Molly era in mezzo ai bimbi e alle bambine.

Il nonno, solo, in la volgea la testa

Bianca. Sonava intorno mezzodi.

Chiedeano i bimbi con vocio di festa:

"Tornerai , Molly?" Rispondeva: - Si! -

FALX EST DE CAELO

The materials published on this site can be used freely. In case of publication, websites included, please request the authorization of the Teachers Resources Center.