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Antonio de Gasperis

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Antonio de Gasperis

Portfolio Linguistico Europeo

Premessa

L'insegnamento delle lingue mira a fornire a tutti gli alunni gli strumenti essenziali per comunicare in ambito europeo e per porre le basi del dialogo interculturale. In particolare l'educazione plurilingue tende a:

  • promuovere la consapevolezza della comune cittadinanza europea attraverso il contatto precoce con le lingue europee moderne

  • sviluppare la competenza comunicativa in un rapporto di complementarita e di reciproco rinforzo tra le lingue apprese e tra queste e la lingua italiana

  • potenziare la flessibilita cognitiva e la capacita di continuare a imparare le lingue in funzione dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita

Apprendere una lingua implica rapporto, intreccio stretto fra lingua e cultura e contribuisce, in questa dimensione, ad ampliare ed arricchire gli orizzonti mentali e culturali degli alunni.
L'interagire con lingue ed altre culture rende gli alunni consapevoli dell'esistenza di modi diversi di esprimersi e di comunicare: li sollecita a riconoscere la propria identita culturale attraverso un'esperienza multipla dell'alterita: arricchisce lo sviluppo cognitivo individuale potenziando la capacita di decentrarsi e di assumere punti di vista diversi.

Il Framework ed il Portfolio sono strumenti che offrono al docente, ma anche al discente, parametri e categorie per definire i livelli di sviluppo delle competenze generali, comunicative e linguistiche acquisite, corrispondenti a livelli di certificazione riconosciuti in Europa ed applicabili, oltre che alle lingue, anche alle altre discipline curricolari.
Infatti fin dal 1975, in sostituzione del metodo grammaticale - traduttivo fu introdotto e diffuso dal consiglio d'Europa, attraverso l'organizzazione di gruppi internazionali di ricerca e di sperimentazione, l'approccio comunicativo nozionale - funzionale che dava rilievo all'uso reale della lingua. In tale contesto venne analizzato l'intero processo di apprendimento che discende dalla comunicazione linguistica (sia nella lingua madre che in altra lingua); vennero cosi raccolti, in circa trenta paesi, moltissimi dati sperimentali, che, monitorati, sistematizzati ed elaborati dagli esperti del Programma lingue Moderne del Consiglio d'Europa, costituivano i due fondamentali documenti per descrivere il processo di insegnamento - apprendimento delle lingue.
Il Framework , e il quadro di definizione e descrizione di tutti i fattori che entrano nel processo di apprendimento linguistico, e cioe le competenze generali, le competenze comunicative e le competenze linguistiche.

Questo documento riesce a sintetizzare le conoscenze nel settore della pedagogia linguistica, riconducendole ad un quadro di riferimento comune di impostazione comunicativa.
L'obiettivo e quello di "presentare una tassonomia che mostri le relazioni intercorrenti fra categorie e sottocategorie descrittive e che permetta di descrivere con chiarezza i contenuti, gli obiettivi del processo di apprendimento e di insegnamento; i risultati ottenuti, i livelli di acquisizione linguistica raggiunti; le interconnessioni esistenti fra le diverse fasi del processo e le componenti linguistiche e comunicative che ne fanno parte".

Il Portfolio e gia una forma di attuazione delle categorie messe a disposizione dal Framework. E' un raccoglitore individuale (di ciascun apprendente, delle varie fasi del processo di apprendimento) che utilizza sia la registrazione di livelli linguistici acquisiti e definiti con i descrittori stabiliti su parametri europei sia tutti i certificati acquisiti nel corso di studi scolastici e non.

Esso ha come obiettivo:

  • Motivare l'alunno all'uso di codici linguistici diversi

  • Favorire l'arricchimento delle competenze interculturali

  • Consentire all'alunno il riconoscimento delle competenze che progressivamente acquisisce nelle lingue che apprende

  • Aiutare a conservare una traccia dei processi mentali che si mettono in atto

  • Comprendere in quale direzione proseguire

  • Vedere come applicare la metodologia del Portfolio ad altre lingue o ad altri ambiti disciplinari

  • Facilitare il passaggio da una scuola all'altra e da un ordine di scuola a quello successivo.

Esso e costituito da quattro parti:

  • un passaporto linguistico che riporta le indicazioni sul grado di conoscenza raggiunto nelle diverse lingue, valutata secondo parametri europei, basati su indicatori linguistici che rendono i risultati confrontabili (questa parte e corredata da griglie e liste di autovalutazione)

  • una documentazione sui diplomi e sulle esperienze linguistiche scolastiche ed extrascolastiche

  • una biografia del processo di apprendimento che include la lista di autovalutazione, compilata nelle varie fasi della formazione

  • un dossier con l'elenco dei testi personali, esemplari, a documentazione del rendimento ottenuto nel processo di apprendimento linguistico, incluso i settori disciplinari e le tematiche affrontate

Un po' di storia

Sin dal 1962 il Comitato dei Ministri dell'Istruzione del Consiglio d'Europa evidenzio l'importanza delle lingue nel processo di cooperazione dei Paesi membri, ma con una raccomandazione del 1982, la numero 18, il Comitato stesso dichiarava che "le lingue e le culture sono un bene comune inalienabile che deve essere protetto e fatto conoscere soprattutto nel mondo della scuola, anche per agevolare il processo di superamento delle barriere comunicative e per rendere possibile la comprensione reciproca. Come seguito di tale raccomandazione dall''82 all''88, fu intrapreso un programma internazionale, intitolato "PROGETTO 12" che mise in atto una serie di visite e di scambi fra le scuole ed una serie di seminari internazionali per insegnanti e formatori della scuola media. A tali seminari furono inviati docenti - formatori di lingua inglese e francese, operanti nei corsi di formazione in servizio del Progetto Speciale Lingue Straniere, coordinato dall'Ufficio Studi e Programmazione del Ministero della Pubblica Istruzione.
In questo periodo la Direzione Generale per gli Scambi Culturali organizzo due Seminari internazionali, rispettivamente per la diffusione delle lingue straniere (Frascati- Villa Falconieri, 1984) e della lingua italiana come lingua straniera (Siena- Universita per gli Stranieri, 1985).

Successivamente fu impostato un nuovo progetto della durata settennale, 1989-96, dal titolo "L'apprendimento delle lingue per una cittadinanza europea" , nel cui contesto sono state applicate e sperimentate le metodologie innovative definite nel precedente progetto e basate sullo sviluppo delle competenze generali, comunicative e linguistiche dello studente, nei diversi settori educativi e nei diversi livelli scolari.
L'azione svolta ha interessato le scuole primarie, secondarie, professionali e per gli adulti. Le tematiche centrali sono state:

  • La definizione dei bisogni comunicativi, con particolare accento sulla componente socio - culturale

  • L'uso adeguato delle nuove tecnologie

  • L'educazione bilingue nella scuola elementare e nei corsi per adulti con interessi linguistici settoriali

  • Lo scambio di esperienze e di visite tra scuole

  • L'apprendimento autonomo degli studenti ed il processo formativo che esso richiede

  • La definizione di metodi di verifica e di valutazione dell'apprendimento linguistico e della qualita dell'insegnamento

Su iniziativa del governo svizzero si tenne a Ruschlikon, in Svizzera appunto, nel novembre 1991 un seminario con lo scopo di studiare la fattibilita di un Quadro Comune Europeo di riferimento per l'approfondimento delle metodologie d'insegnamento delle lingue e la conseguente valutazione dei risultati raggiunti, incoraggiando cosi tutti gli "addetti ai lavori", e cioe docenti, formatori, organizzatori di corsi ed autori di materiale pedagogico ecc., a riflettere sui loro obiettivi e metodi ed a fare un bilancio delle loro esperienze pratiche, proponendo un insieme organico di riferimento: in particolare il Framework si pone come strumento utile per la elaborazione di programmi di apprendimento, per l'organizzazione di un sistema di certificazione e per la realizzazione di forme di auto- apprendimento.
Nel rapporto di un successivo "Simposio", intitolato "Trasparenza e coerenza nell'apprendimento delle lingue in Europa: obiettivi, valutazione, certificazione" , i partecipanti hanno raccomandato di creare un documento personale dell'alunno che permettesse a tutti di conoscere le esperienze di apprendimento delle lingue, mettendo in evidenza, in modo positivo e trasparente e al di la delle frontiere, le competenze acquisite.
Questo documento, denominato "Portfolio Europeo delle Lingue", ha lo scopo di favorire il plurilinguismo e la comprensione interculturale tra europei incoraggiando giovani e adulti a costruire conoscenze e competenze per assumere in pieno la loro responsabilita di cittadini nella nuova europa.
Il Portfolio aiuta gli studenti a pianificare, gestire e valutare il proprio livello di apprendimento, migliorando la coerenza nei sistemi educativi nazionali e facilitando il riconoscimento dei risultati in tutti i paesi europei, con grande vantaggio per la mobilita professionale ed educativa.
Il PEL e un documento composito che ogni cittadino europeo potra, in futuro, esibire, fornendo le indicazioni necessarie sulle conoscenze linguistiche acquisite nel corso degli anni, nella scuola e fuori dalla scuola.

E' costituito da quattro parti:

  • Un passaporto linguistico che riporta le indicazioni sul grado di conoscenza raggiunto nelle diverse lingue, valutata secondo parametri europei, basati su indicatori linguistici che rendono i risultati confrontabili (questa parte e corredata da griglie e liste di autovalutazione)

  • Una documentazione sui diplomi e sulle esperienze linguistiche scolastiche ed extrascolastiche

  • Una biografia del processo di apprendimento che include la lista di autovalutazione, compilata nelle varie fasi di formazione

  • Un dossier con l'elenco di testi personali, esemplari, a documentazione del rendimento ottenuto nel processo di apprendimento linguistico, inclusi i settori disciplinari e le tematiche affrontate

In tale contesto internazionale la direzione Generale per gli Scambi Culturali ha organizzato un Seminario svoltosi a Santa Margherita Ligure dal 6 al 10 Dicembre 1993 sul tema "Insegnare ed apprendere le lingue e le culture nella prospettiva dell'autonomia dello studente", al quale segui una sperimentazione in alcune regioni italiane.
Nel '95 venne organizzato invece un seminario a Malta, con la partecipazione di 21 stati e la costituzione di cinque grandi gruppi progettuali della durata di tre anni sulle tematiche centrali dell'apprendimento linguistico e dell'uso delle nuove tecnologie.
Grande importanza riveste la Conferenza Finale del programma del Consiglio d'Europa "Apprendimento delle lingue e Cittadinanza Europea" ( 1982-1997 ), svoltasi a Strasburgo dal 15 al 18 aprile 1997, e nella quale sono stati presentate le conclusioni del progetto e i risultati delle attivita intraprese nel suo contesto. varati gli strumenti metodologici-didattici del "Framework" e del "Portfolio", ufficializzandone la pubblicazione.
Successivamente, durante la sua 22° sessione (22-24 marzo 2000) il Comitato Educazione del Consiglio d'Europa ha approvato anche la costituzione di un Comitato di validazione che approvi i vari Portfolio prodotti dai vari paesi membri, controllandone l'uso e si ponga come punto di riferimento per le autorita nazionali.
Si componeva di due rappresentanti del Comitato Educazione e di sette esperti nazionali.: contemporaneamente il Comitato Educazione esprimeva l'auspicio che una istanza nazionale per ogni paese assumesse il compito e la responsabilita di approvare i Portfolio a livello locale o nazionale, prima di sottoporli al comitato internazionale.
Gli sviluppi della citata conferenza finale del 1997 per il nostro paese furono particolarmente importanti, in quanto il Sottosegretario di Stato pro-tempore, Senatrice Carla Rocchi, emano al riguardo un Decreto, in data 19 gennaio 1998 , con il quale si dava l'avvio ad una sperimentazione in alcune scuole di ogni ordine e grado, allo scopo di verificare la portata innovativa del Framework e del Portfolio nel processo di apprendimento linguistico.
Lo scopo era quello di utilizzare i materiali compresi nel Portfolio e nel Framework per migliorare le competenze linguistiche degli studenti e quindi, utilizzando la medesima metodologia, potenziare i livelli di competenza comunicativa e generale indispensabile per una formazione di qualita in tutte le discipline curriculari.
In questo solco, l'allora Direzione Generale per l'Istruzione Elementare, con la C.M.347 del 7 Agosto 1998 fornisce istruzioni alle scuole nell'ambito del progetto "Lingue comunitarie nella scuola elementare" e richiama l'attenzione sul fatto che la certificazione dei processi di apprendimento linguistico si debba basare sul "portfolio delle competenze linguistiche secondo le indicazioni del Consiglio d'Europa"; il medesimo concetto viene ribadito dalla successiva C.M.410 del 9 Ottobre 1998, che specifica come "i livelli di competenza raggiunti nella lingua straniera sono certificabili seguendo gli orientamenti del Consiglio d'Europa".
L'allora Direzione Generale per l'Istruzione Classica l'8 e il 9 giugno 1998 organizzo un seminario rivolto a Presidi e Docenti da sensibilizzare sulla nuova metodologia; analoghi seminari furono organizzati per la scuola elementare e per la scuola secondaria di 1° grado.
Il punto della situazione italiana ed europea viene pero ad essere costituito dal Seminario Internazionale, organizzato in stretta connessione con il consiglio d'Europa, che si e svolto a Torino dal 15 al 17 aprile 2002.

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