Leonella Ferrarini
Il PEL nella didattica delle lingue
Nato per certificare e incoraggiare l'acquisizione delle competenze linguistiche dei cittadini europei, in visione di una loro mobilita crescente, il Portfolio Europeo delle Lingue costituisce un valido supporto per il loro insegnamento; definisce con maggior chiarezza il percorso da seguire e rende piu tangibili i risultati da raggiungere.
Contesto
Sicuramente sono state le linee guida del Progetto Lingue 2000 a suggerirmi interesse per il PEL. Come scegliere il livello di preparazione dei candidati agli esami di certificazione esterna? Come chiarire, in tempi ridotti, i contenuti e le competenze richiesti? Come far si che gli studenti amplino il numero delle ore di preparazione al di fuori delle 20 ore di potenziamento? Il PEL, con la lista di controllo basata sul CEF, mi ha permesso di trovare risposte convincenti, tanto che gli alunni hanno evidenziato una partecipazione attiva per migliorare il loro grado di competenza linguistica.
Ora, specialmente in un istituto professionale, questo atteggiamento non e comune.
Priorita e diventata allora estendere il PEL a tutte le classi in fase curricolare o seguire la compilazione di un documento per certificare gli stage all'estero di alcuni studenti dell'istituto dove lavoro.
Il seminario internazionale di Torino e stato il primo controllo della fase pilota di sperimentazione del PEL. Li ho trovato riscontro reale alle teorie rintracciate sui siti internet. Molti istituti in Europa hanno creato, validato e sperimentato il portfolio linguistico, e non solo linguistico. E' iniziata la fase di implementazione, non senza sentire il bisogno di un incoraggiamento a mantenere l'impegno.
Il Seminario di Torino
Dal 15 al 17 aprile 2002 si e tenuto a Torino un seminario internazionale per un confronto sulla sperimentazione del Portfolio Europeo delle Lingue (PEL) portata avanti in 15 paesi della UE.
Risultati della fase pilota
Al momento in cui si tiene il seminario, i PEL validati sono 26 di cui 2 in Italia (Umbria e Piemonte, successivamente altri sarebbero stati riconosciuti, come il portfolio proposto dalla regione Lombardia). Alcuni sono editi da famose case editrici ad un costo contenuto (fino ad un massimo di € 10)
Esistono vari tipi di PEL, secondo l'eta del discente. Ce ne sono per bambini, per adulti con interesse professionale oltre che linguistico e scolastici che adattano i descrittori o benchmarks ai programmi. Il PEL e comunque legato al libro di testo e non lo sostituisce.
Ci viene anticipato che qualcosa si sta facendo anche in Italia circa la revisione dei programmi o la creazione di nuovi. Pare, per esempio, che la proposta Umbra di PEL tenda ad anticipare la riforma della scuola.
Fase di implementazione
L'interesse suscitato dal PEL e notevole, ma la fase di implementazione richiedera tempo. Bisogna prevedere la formazione ad hoc degli insegnanti (a tal proposito si consiglia la lettura della guida per i docenti e i formatori di D. Little e Radka Perclov con seminari e diffusione delle buone prassi.
Non si deve pero perdere di vista che il PEL promuove l'educazione plurilinguista e pluriculturale, quindi si auspica che i docenti di lingue diverse collaborino allo sviluppo della competenza linguistica in generale; le lingue non vengono scisse all'interno del cervello del discente.
Vantaggi
Indubbiamente la sperimentazione ha rilevato dei vantaggi che possiamo raggruppare:
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Gli obiettivi sono chiaramente delineati, "il punto di inizio e il CEF ed il punto di arrivo e il PEL", dice la dott.ssa Palamidesi, responsabile del progetto umbro.
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Il PEL puo essere usato come metodo di apprendimento di altre materie, non solo delle lingue straniere e puo portare percio ad un approccio metodologico comune del CdC.
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Sviluppa l'autonomia del discente grazie alla quale egli stesso puo organizzare l'apprendimento. Da un lato egli viene preparato all'uso indipendente del PEL, dall'altro e lui stesso che scopre il metodo a lui piu consono ed impara ad apprendere .
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La valutazione, sia sommativa ( passport ) che formativa ( biografia ), scaturisce da un processo ciclico tra le 2 parti. (D. Little). L'alunno e assistito da un monitoraggio continuo ed e educato ad autovalutarsi con l'aiuto di questionari e interviste. In piu, in fase di esame, il PEL, da commentare e illustrare, puo costituire un elemento di valutazione in sé.
Punti Deboli
Si delineano alcuni ostacoli in tutt'e due le aree: operativa e istituzionale.
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Il lavoro che gli insegnanti sentono accollarsi come supplementare e un ostacolo alla diffusione del metodo; infatti se il progetto non viene allargato su ampia scala e si fonda solo sull'operato di qualche volontario, rischia di bloccarsi. Anche gli alunni, all'inizio, potrebbero non essere motivati.
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L'altro ostacolo e rappresentato da un sistema che difficilmente accetta le innovazioni. Non si possono negare il "gap" tra la valutazione tradizionale e l'autovalutazione e la resistenza opposta all'uso di strumenti supra-nazionali. Inoltre non risulta ancora chiaro il rapporto con il territorio e se ci sia o meno richiesta del PEL da parte dei datori di lavoro, dell'Universita, altre scuole o altri paesi.
Sintesi
Tutti i relatori sono concordi nel dichiarare che i risultati conseguiti finora dai docenti che hanno applicato la sperimentazione sono incoraggianti, ma che sorgono alcune considerazioni (vedi all.1 )
Suggerimenti
Gia al seminario i gruppi di lavoro hanno cercato di dare risposta ai vari problemi sollevati. Ecco come il gruppo dove sono stata inserita ritiene di analizzare i punti chiave della nuova cultura scolastica.
NUOVA CULTURA SCOLASTICA
si raccomandano
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La parola d'ordine, come in ogni progetto, e
"pensa in grande, agisci in piccolo!!!"
A. Approccio didattico
Viljo Kohonen, responsabile del progetto Finlandese e relatore ufficiale al seminario, riassume cosi la necessita di revisionare gli atteggiamenti di discenti e insegnanti per un approccio didattico diverso.
Lo studente, che deve diventare sempre piu autonomo, dovra chiedersi:
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Che tipo di studente sono?
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Quali sono le mie modalita di apprendimento?
Con lo sviluppo di una rinnovata fiducia in se stesso e nell'insegnante, l'apprendente di lingua diventa socialmente responsabile.
Da parte sua, il docente, che riveste in primis il ruolo di facilitante dell'apprendimento, si domandera:
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Come dedico la mia responsabilita alla crescita degli studenti?
L'insegnante facilitante deve essere esperto nella propria disciplina, in pedagogia e propenso al rinnovamento scolastico.
B. Come introdurre il PEL a scuola?
Pia Gilardi Frech relaziona la sua esperienza di formatrice nei Cantone Ticino. Bisogna tener presente che, in questo Paese, i livelli richiesti per la maturita professionale sono calibrati sul CE e quindi l'implementazione del PEL e stata agevolata. Il progetto prende in considerazione 4500 alunni (dai 16 ai 25 anni) di 318 classi.
Gli obiettivi del PEL sono: valorizzare le lingue straniere e aumentare la motivazione degli studenti che, in una scuola di tipo professionale, le considerano spesso un peso aggiuntive. Il portfolio e un documento personale dell'alunno, ma per introdurre il portfolio, si e prestato aiuto a studenti e professori che tendono a lamentarsi di non avere tempo sufficiente per interessarsi al progetto.
12 docenti "moltiplicatori" hanno curate 18 scuole. Ognuno ha seguito un gruppo di alunni e 2/3 professori di lingua straniera.
Le attivita. A partire da settembre 2001, gli insegnanti responsabili hanno visitate le classi, ripartite consigli e tenute colloqui individuali con gli alunni. Hanno innanzitutto illustrate la funzione del PEL e le sue parti. Il lavoro con i descrittori, il confronto e l'elaborazione di test d'esame ha rese gli obiettivi piu trasparenti.
La formazione. Hanno dapprima partecipato ad un seminario di 5 mezze giornate da febbraio ad agosto con l'aiuto di esperti esterni. Nel frattempo hanno seguito il PEL nelle proprie classi, hanno preparato materiali, scambiato esperienze, discusso problemi come il tempo da dedicare al PEL e l'interpretazione dei descrittori.
Il finanziamento. Sono stati stanziati € 158,000 per un anno e mezze per coprire le spese del formatori, la documentazione, il PEI per gli insegnanti responsabili e le loro classi, gli spostamenti e le sostituzioni per permettere loro di seguire le sessioni di formazione. Ogni insegnante ha diritto alla riduzione di 1 ora di insegnamento alla settimana ( su 23) ogni 10 classi.
La valutazione tramite questionari ha mostrato che in genere il PEL porta risultati positivi, ma occorre un cambiamento di mentalita da parte di entrambi, alunni e insegnanti. Ci vorra del tempo ed ecco perché il progetto proseguira l'anno prossimo con un insegnante responsabile in ogni istituto.
La sfida
Globalmente si tende a voler raccogliere la sfida imposta dall'implementazione pedagogica. Occorre pero creare una rete di collaborazione a diversi livelli. Ecco una proposta di interventi da programmare in rete:
| LIVELLO EUROPEO | LIVELLO NAZIONALE |
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Il lavoro deve basarsi sulla collaborazione e affidarsi alla creativita |
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Come vediamo e fondamentale disseminare ampiamente i risultati, ma prima c'e ancora del lavoro che si spera poter svolgere in un clima democratico.
Fin dall'ottobre 2000, il Consiglio d'Europa ha raccomandato ai governi degli stati membri di creare condizioni che consentano ai discenti di utilizzare il PEL nell'istruzione formale e informale. Parimenti le istituzioni dovranno assistere i docenti nell'uso effettivo del PEL attraverso appropriati programmi di formazione e supporto. Quali sono allora le incertezze piu diffuse?
Quale PEL?
Con una scelta cosi ampia di modelli portfolio, ci si chiede quale sia il piu indicato per la nostra classe. Il MIUR risponde che esiste la possibilita di adottare modelli gia esistenti, utilizzandone anche solo alcune parti dopo averle tradotte, se necessario. Non esiste un solo modello di portfolio, infatti, perché sono diversi i territori ed i bisogni che possono esservi legati, ma occorre rivedere e lavorare su cio che e gia stato fatto senza "reinventare la ruota".
Oltre al modello britannico, edito da LANG, che avrete avuto occasione di osservare, il sito www.lsmarconi.it pubblica altri esempi altrettanto validi. In futuro si prospetta piuttosto di ampliare e meglio definire il nocciolo comune dei descrittori. l'appuntamento e atteso a Lussemburgo il prossimo ottobre. Il punto di riferimento resta sempre l'attuale CEF (edito in Italiano da OUP). Ricordiamo anche che i descrittori devono essere per specifica brevi, chiari e concreti, formulati in positivo per abilita (io/l'apprendente sa...)
In ogni caso, la domanda piu scottante e
Si puo riformare la scuola con il PEL?
Un buon punto di partenza potrebbe essere quello di far combaciare i programmi ai livelli del CEF. Il Ministero della Pubblica Istruzione con il Progetto lingue 2000, ha indicato i livelli raggiungibili per la prima lingua straniera nella Scuola Elementare, Media e Superiore. I livelli minimi realisticamente raggiungibili secondo l'esperienza didattica sono i seguenti:
| Scuola Elementare | A1 |
| Scuola Media | A1, A2 |
| Biennio Superiore | B1 |
| Triennio Superiore | B2 |
piu che minimi, direi ottimali! Questi livelli non sono ancora stati prescritti, ma il futuro potrebbe andare in questa direzione. Siamo credo tutti d'accordo nel riconoscere che l'utilizzo del PEL e motivante se pensiamo al cambiamento di stile di insegnamento/apprendimento, rassicurante perché permette di integrare i certificati conseguiti per un'aumentata trasparenza: piu audace sembra invece convincere le autorita ad adottarlo come nuovo strumento di valutazione. Restano aperti.
Altri punti di discussione
Come quello delle lingue minoritarie e degli immigrati o delle lingue classiche. Come disseminare i risultati e creare una rete di collaborazione efficace a livello nazionale e europeo? Come riadattare la formazione degli insegnanti per la messa in opera del PEL, visto che cio presuppone un'ottica diversa? É diffusa l'opinione che si potra contare piu facilmente sulle nuove leve. Ecco perché si prevedono tempi lunghi per l'implementazione. E quando si volesse attivare il PEL, in quale classe sarebbe meglio introdurlo? Quale docente del CdC dovra presentarle alla classe? Come mantenere bilanciata la ripartizione dei compiti tra colleghi?
Funzione pedagogica del portfolio
Di portfolio se ne e parlato spesso (non ultimo a Loreto lo scorso maggio), e molti di noi hanno ben chiara la sua strutturazione e funzione; ora, all'inizio del nuovo anno scolastico, si tratta di progettare l'inserimento del PEL nelle nostre classi. Ad ogni sezione del portfolio corrisponde all'incirca un momento della nostra pratica didattica, programmazione, metodo, valutazione. Ma resta una mole di lavoro sommerso che rischia di non essere ricompensato se non dal miglior profitto dei nostri alunni.
Come integrare dunque il PEL nella didattica quotidiana? Come rapportarlo alla programmazione e all'uso del libro di testo? Come organizzare le sue tre parti? Vorrei passare in revisione le fasi "clou" della pratica didattica, programmazione, metodo, valutazione, anche se sono difficilmente scindibili perché parte di un unico processo, e rapportarli ad un eventuale uso del PEL.
Programmazione
Innanzitutto rammentiamo che la traduzione inglese, o meglio latina, di questo termine e curriculum, cioe "Un corso da percorrere" . L'attenzione deve cosi spostarsi sul processo di apprendimento e non sul prodotto finale. A tal proposito Grant Wiggins, fautore dell'autovalutazione, spiega che la programmazione include, oltre agli argomenti e ai materiali, le attivita, le prove, le valutazioni da usare per raggiungere gli obiettivi.
In ogni programmazione indichiamo gli obiettivi didattico-comportamentali trasversali e tra questi spiccano l'educazione all'autonomia e lo sviluppo di un metodo di studio. Quanto poi siriesca a fare in pratica resta poco chiaro. Il CEF, su cui il PEL e fondato, contempla obiettivi di sapere, saper fare, saper essere, saper apprendere.
Diagnosticare i prerequisiti e abbastanza aleatorio. Di solito si eseguono test d'ingresso accurati nel primo anno del biennio che poi l'archivio tiene gelosamente custoditi. La biografia dovrebbe invece accompagnare il discente per almeno tutto il corso di studi, risparmiandoci test d'ingresso frettolosi.
La miglior programmazione e scritta dal punto di vista dell'apprendente e in base ai risultati desiderati da questi, per cui specifica cio che fara il discente, non l'insegnante. Gli obiettivi devono percio essere condivisi per non perdersi di vista. All'inizio della biografia del PEL alunno e docente stendono gli obiettivi in forma di contratto.
La segmentazione degli obiettivi porta a conseguire competenze parziali, ma complementari. Il loro raggiungimento e piu agevole, non ci sono salti imposti. Inoltre acquistano basilare importanza le abilita di studio. A piccoli passi si riesce meglio a guidare gli alunni alla scoperta dei loro bisogni comunicativi e alla scelta dei compiti con cui raggiungere gli obiettivi. Le esperienze personali, registrate e valutate, costituiscono feedpack su cui gli alunni stessi dovrebbero saper programmare altri obiettivi o correggere il tiro. Da li trarranno spunto di riflessione su cosa e stato fatto, come e perché .
Punto di arrivo e di partenza e l'autonomia che D. Little definisce "una capacita di distacco, riflessione critica, potere decisionale e azione indipendente" . É il fulcro della formazione professionale, continua e flessibile.
Metodo
Nessun metodo e prescrittivo per l'uso del PEL anche se si sottolinea lo scopo comunicativo dello studio delle lingue.
Il discente stesso puo contribuire alla scelta del tipo di attivita piu produttive e coinvolgenti. In questo contesto assumono particolare rilievo anche esperienze extrascolastiche, di apprendimento informale, come le esperienze all'estero o, piu semplicemente l'uso della lingua veicolare per lo studio di un'altra materia.
Il libro di testo , che diventa subordinato al PEL, e un testo flessibile, organizzato per moduli e ricco di immaginazione per offrire agli alunni un'ampia scelta di contenuti nel rispetto dei loro bisogni e dei loro interessi. Il libro di testo non deve essere seguito pedissequamente, ma per tappe programmate in base ai livelli di competenza.
La gestione delle attivita presenta alcuni problemi:
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il numero degli alunni per classe
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i livelli eterogenei degli alunni
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la divisione in gruppi per interesse o difficolta
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le sessioni individuali (in privato) o plenarie (classe completa)
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il numero delle ore aggiuntive richieste
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i materiali e le strutture non sempre idonei
Tipo di compiti raccomandati
In "Orientamenti pedagogici" I, pubblicato da Erickson, Mario Comoglio espone le caratteristiche della valutazione autentica basata sull'assegnazione di compiti piu reali, attivita piu creative dove il discente mette in atto cio che sa. Si usano parametri di qualita per le prestazioni fornite, si guarda cioe a quanto l'allievo si e avvicinato ad un modello esemplare di eccellenza. La prova e conosciuta in anticipo, ma e complessa. É programmata per migliorare la prestazione futura.
Certamente non basta un anno per trasformare alunni, assenteisti e apatici nella migliore delle ipotesi, in studenti modello in grado di assumere gli impegni di loro competenza, ma si puo sperare che una educazione coerente, sviluppata nel corso di anni, popoli le classi superiori di un'utenza piu responsabile.
Contrariamente a qualsiasi sistema coercitivo o penalizzante, la tradizione didattica Americana propone il metodo Progressista che credo si presti bene all'applicazione del PEL.
Valutazione
Il lavoro di gruppo e - tramite apposite schede - la valutazione da parte dei compagni sulle prestazioni linguistiche guidano il discente a scoprire i meccanismi della valutazione formale. Di conseguenza questi sara in grado di valutare oggettivamente anche se stesso .
Tramite la riflessione , lo studente scopre le proprie difficolta o i punti di forza nel metodo di studio adottato e viene indotto a programmare ulteriori obiettivi. Il discente si rende conto di come apprende meglio e di quando e perché apprende. Gli alunni devono essere abituati a tenere registro degli esercizi assegnati, riproporli, graduarli.
Ci appare chiaro che avere a disposizione una scala di obiettivi graduati rende possibile il compito. I descrittori possono essere utilizzati per costruire test fattibili. Molte occasioni di frustrazione possono cosi essere evitate.
Abbiamo visto che il punto di interesse si sposta dal prodotto finale al processo. L'importanza del secondo supera di gran lunga il primo, tant'e che Luciano Mariani li paragona alle parti di un iceberg. Se teniamo in piu alta considerazione il processo di apprendimento, lo studente viene maggiormente coinvolto: sara forse meno interessato al voto e si preoccupera di migliorare il profitto. Entriamo allora nell'ottica di una didattica cooperativa dove la valutazione e autentica.
I principi guida per la valutazione autentica sono:
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Lo scopo della valutazione e quello di trarre informazioni per migliorare l'insegnamento e l'apprendimento (scientificita, feedback)
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Il giudizio deve esprimere una sintesi fatta su un ampio arco di informazioni disponibili (empirico? Pratica coerente con imparo facendo)
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Il giudizio deve esprimere queste tre caratteristiche: essere valido, attendibile e imparziale. Si basa su un'ampia raccolta di dati per cui non potrebbe essere alterata da circostanze fortuite.
Lo strumento proposto per la valutazione autentica e il Portfolio (Comoglio). Il dossier (cosi come la tesina degli attuali esami di stato) potrebbe essere presentato e discusso in sede d'esame. Avviene quel passaggio dalla valutazione selettiva a quella formativa dove tutti possono riuscire, secondo un approccio umanista.
Tuttavia la valutazione formativa e l'autovalutazione sono complementari. Possono basarsi sulla biografia e sul dossier, ma c'e anche una valutazione sommativa che viene trascritta nel passport e che si fonda, a sua volta, sulla valutazione formativa (D. Little)
Solitamente dapprima si fissano gli obiettivi, poi si costruisce il dossier e infine si ritorna al passport alla fine dell'anno scolastico. La logica induce a pensare che piu obiettivi saranno raggiunti, piu alta sara la valutazione.
Oltre alla valutazione quantitativa esiste pero anche quella qualitativa , data dal grado di indipendenza con cui l'alunno riesce ad espletare il compito assegnato.
IL PEL consente ancora di certificare e valutare esperienze formative diverse da quelle tradizionali. Scambi e progetti europei sono da incoraggiare. D'altronde i programmi Socrates e Leonardo , per promuovere la cultura e l'educazione linguistica europea, sono animati da forte spirito innovativo. Non credo sia pura coincidenza se, tra le priorita dell'ultimo bando del progetto Leonardo, troviamo la valorizzazione dell'apprendimento formale e non formale e le nuove forme di insegnamento/ /apprendimento incentrate sul discente.
Indagine preliminare
Su indicazione dell'Ispettore Bozzi, ho condotto una piccola inchiesta campione con gli insegnanti di una scuola elementare, media e istituto superiore nella citta di San Benedetto del Tronto per sondare quale fosse l'atteggiamento verso l'introduzione del PEL.
La gran parte dei colleghi teme fortemente di non disporre di tempo sufficiente per seguire un lavoro aggiuntive. Ritiene che la teoria del PEL sia interessante, ma appare incredula per i gia tanti problemi logistici della scuola.
Si rilevano:
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perplessita davanti a:
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ostacoli creati dalla burocrazia scolastica
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mancanza di flessibilita del personale amministrativo
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dall' instabilita degli organici che non permette pianificazione delle attivita con il dovuto anticipo.
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diffidenza , "dove sta l'inganno?"
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Si arriva perfino a temere che la perfetta trasparenza nella valutazione contrasti con la mentalita provinciale dei genitori ai quali basta poter esibire i voti alti dei loro pargoli.
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Anche l'idea di plurilinguismo non e ritenuta realistica perché - specialmente dove una scelta si impone - i genitori chiedono che i loro figli studino la lingua inglese.
Non mancano pero gli entusiasti per un cambiamento : sono gli insegnanti che desiderano lavorare con chiarezza e precisione. Globalmente i docenti non rifiutano il PEL, ma chiedono garanzie per un lavoro sereno, assistito e equamente riconosciuto. Nessuno vuol muovere il prime passo.
Augurio
C. Impronta pIuridisciplinare
Un'esperienza che mi sembra degna di nota e quella dell'IPSIA di Fermo, deve la prof.ssa M. Angela Ercoli e stata incaricata dal Preside Baleani a seguire il modello di certificazione proposto dalla Provincia di Bolzano (pare unico in Italia) con la descrizione dl benchmarks per ogni materia. Cio rende possibile certificare in itinere il grado dl preparazione raggiunto dagli alunni. In tal modo si spera che sia piu facile per uno studente programmare un eventuale recupero e, per un drop out, riproporsi per conseguire un diploma di qualifica (cf griglie su sito). Si tratta solo di un tentativo di progetto portfolio, creato con finalita diverse da quelle sopraccitate, ma la nota positiva, seconde me, risiede nel superamento del gap tra insegnanti di lingue che dispongono di standard gia elaborati e insegnanti di altre materie. Gli organismi di formazione professionale sono tendenzialmente piu aperti a questo tipo di esperienza per il contatto costante con il mondo esterno.
Se da una parte il PEL non viene imposto, dall'altra ci sono diversi segnali che questa potrebbe diventare l'unica via da percorrere.
Mi riferisco a:
" la riforma in embrione che prevede "la costruzione di passerelle e [...] l'accesso a percorsi individuali di apprendimento"
" la crisi degli esami di stato per il cambiamento di prospettiva nella didattica. Si tende sempre piu a collocare la valutazione all'interno del processo di apprendimento. In sostituzione all'accertamento finale si suggerisce di utilizzare il dossier o portfolio. Cio e piu in sintonia con un'impostazione didattica per progetti. Dice Wiggins: "We need on going feedback, not just end-of-the-year assessment. These come too late and often are not keyed te the curriculum", la valutazione deve essere consistente con la programmazione.
" Il sondaggio SNALS con queste domande?
" Ritieni che, nell'attribuzione del voto complessivo e finale, la Commissione debba valutare in modo prevalente:
o Il percorso e i processi di formazione dei candidati?
o Le conoscenze e le competenze accertate in sede d'esame?
" La certificazione delle competenze, a tuo parere, puo essere sostitutiva del titolo di studio?
" l'apertura di una sezione dedicata al portfolio nel sito internet del MIUR,
" l'E-learning della lingua inglese, che si annuncia dal prossimo anno scolastico, da affiancare alla didattica tradizionale, grazie alla quale il decente potra verificare periodicamente l'apprendimento degli studenti e proporre suggerimenti e miglioramenti nella didattica.
Conclusione
Dalle analisi svolte emerge preponderanza di aspetti positivi circa l'utilizzo del PEL, ma adottarlo significa raccogliere una sfida. Per ora tocca a noi scegliere. I risultati poi potranno essere recuperati nel tempo, tuttavia si richiede un cospicuo investimento di energie e di risorse.
Se le condizioni in cui operiamo attualmente ci soddisfano, non ci sembra saggio lasciare una strada collaudata, se invece non siamo gratificati, nonostante l'impegno prefisso, allora e il momento di cambiare. Non dovremmo stimare soltanto il numero delle ore di lavoro richiesto, ma renderci conto che la qualita dei nostri interventi esige maggiore professionalita e mezzi a disposizione.
Talvolta consiglio ai miei studenti "la legge del minimo sforzo" per calibrare le energie necessarie sugli obiettivi da raggiungere. Mi piace ricordare che anche Comenius in "Janua linguarum reserata "cercava "un metodo di istruzione per cui un docente abbia a insegnar di meno, ma gli allievi possano imparare di piu ".
Allegato
Problematiche sollevate dall'implementazione riguardo all'insegnamento delle lingue e alla formazione degli insegnanti.
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