Centro Risorse Territoriale di Pesaro e Urbino

Note di percorso sul progetto E.G.A.

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Maria Luisa Lucchetti

Note di percorso sul progetto E.G.A.

Le motivazioni

Per offrire percorsi formativi di qualita, che soddisfino le richieste di cultura e conoscenze, ma anche di lettura del mondo attuale, le istituzioni scolastiche di quasi tutti i paesi europei possono usufruire del supporto di istituti pubblici di ricerca e formazione dei docenti.
Uno di questi, l'IRRE Marche, da anni stimola le scuole del proprio territorio a introdurre e sviluppare la dimensione europea nell'insegnamento, perché possano offrire ai giovani la chiave di una cittadinanza europea consapevole, con cui aprire le porte del proprio futuro.
"Europe in progress", "Mari a confronto", "Immaginare l'Europa", "Il ruolo del docente europeo nel XXI secolo", "Techniques éducatives pour les populations Rom: pratiques pédagogiques et matériaux didactiques" sono alcuni dei progetti europei in cui l'IRRE ha avuto un ruolo di promotore o partner, e che hanno inserito l'Istituto in una rete di Universita e Istituti di ricerca pedagogica di numerosi paesi dell'Unione.

Nel 2000 l'invito della Direzione Generale degli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea, a presentare progetti nell'ambito del programma PR.IN.C.E. (Programma di Informazione del Cittadino Europeo), offri l'opportunita di lavorare sulla moneta europea, di cui gia si occupava la cronaca, ma che ancora sembrava tanto lontana dalla nostra quotidianita. Ci sembro tuttavia il momento opportuno per affrontare il tema dell'Europa da una nuova ottica, impostando il lavoro in modo circolare: dagli esperti esterni alla scuola una preparazione per i docenti a largo spettro, poi attivita laboratoriale degli studenti, cioe apprendimento finalizzato alla comunicazione dei saperi; quindi le conoscenze dalla scuola alla societa, in particolare verso adulti e anziani, veicolate dagli stessi giovani.

Il progetto "E.G.A., Euro, Giovani, Adulti" e stato selezionato insieme ad altri 33 a livello europeo, ma e l'unico formulato in ambito scolastico, principalmente volto ad approfondire le tematiche della costruzione dell'Unione europea coinvolgendo cittadini adulti e anziani.
E questa impostazione ha riscosso il consenso dei partner e delle scuole della rete che si e andata formando, perché mettere in relazione differenti generazioni per recuperare la memoria personale e collettiva degli eventi, senza assegnare ruoli stereotipati, ma dando la possibilita a tutti di insegnare e di imparare, per costruire un avvenire comune, e sembrato utile e innovativo.
Ma partendo dall'euro si voleva anche portare nelle scuole il dibattito sull'Europa, su dove andra l'Unione Europea, sulla configurazione che assumera non tanto in termini di estensione quantitativa, ma in merito al rapporto tra gli stati nazionali e questa entita sopranazionale, poiché l'euro pone in evidenza la contraddizione della coesistenza di una moneta unica, una unica politica economica e una pluralita di stati sovrani.

E' noto come sia iniziato il processo di unificazione europea: la risposta di grandi uomini politici alla crisi terribile della seconda guerra mondiale, la fuga da una lotta fratricida esorcizzata con l'intrecciare interessi economici e risorse, ma senza un progetto condiviso a lungo termine.
E il percorso e continuato, condizionato dalle necessita dei mercati, dalla consapevolezza sempre piu diffusa dell'interdipendenza delle politiche ambientali, energetiche, di scambio. Col procedere degli anni e venuta meno la motivazione iniziale di chi aveva vissuto la guerra, tuttavia non e mai arrivata una chiara risposta alle proposte federaliste di Altiero Spinelli, o comunque alle esigenze di una configurazione definitiva di questo organismo in continua trasformazione.

In realta la Costituzione Italiana all'art.11 aveva saggiamente previsto negli anni del dopoguerra, mentre si stava costruendo lo stato nazionale e repubblicano, la possibilita della limitazione della sovranita statale, legittimando a priori la partecipazione dell'Italia ai Trattati internazionali.
Dopo cinquanta anni di sgretolamento di quello che Luigi Einaudi chiamo "un mito anacronistico e falso, sinonimo di guerra", cioe della sovranita degli stati europei, oggi, i parlamenti dei quindici paesi dell'Unione legiferano nell'ambito del sistema legislativo europeo, gli apparati amministrativi nazionali applicano le direttive della Commissione, la Corte di Giustizia europea esercita direttamente la giurisdizione.
Gli stati fondatori del MEC, della CEE, della CE, della UE hanno creato un reticolo di norme grande quanto i nostri 15 paesi, che sempre piu dirige la nostra vita, anche quotidiana.

Era naturale che parallelamente a questo processo si valorizzassero le radici comuni dei popoli, la cultura europea; ma accanto alle inequivocabili somiglianze, le diversita culturali reclamano il loro diritto di sopravvivenza, dalle lingue ai sistemi educativi.
Di sicuro nella nostra storia c'e stato un lungo, tormentato dialogo tra di noi, che non ci fa fratelli per le troppe ferite, ma esclude ogni possibile estraneita. Forse le nostre comuni radici sono proprio nel plurimillenario dialogo tra i popoli, fatto di innumerevoli scontri e altrettanti incontri.
E ora, per continuare a costruire la casa europea, il dialogo e ancora la chiave di volta.
La mobilita delle persone, caldamente raccomandata e sostenuta dagli organismi comunitari, e un obiettivo, ma anche uno strumento di crescita. Se consideriamo per esempio i programmi educativi, Socrates, Leonardo e Gioventu, ci accorgiamo che si basano sulla mobilita dei giovani, dei docenti, dei responsabili delle politiche educative. Ogni progetto finanziato deve produrre "buone pratiche" ma in realta il prodotto vero e comunque l'incontro delle persone, cio che si e modificato nelle loro professionalita, nelle capacita comunicative, nella disponibilita a riconoscere la differenza e la dignita altrui.

Oggi il dibattito e piu che mai aperto sul destino dell'Unione, che la Convenzione di Giscard D'Estaing dovra definire: l'integrazione politica di Spinelli, o una federazione di stati-nazione?
" Dobbiamo fare l'Europa senza disfare la Francia ", diceva qualche mese fa Lionel Jospin.

I quindici popoli dell'Unione hanno una bandiera, un inno, una moneta, un sistema legislativo comune, una giustizia comune, un sistema amministrativo comune, ma non uno stato; l'Europa si e formata finora sovvertendo tutti gli schemi tradizionali. In attesa dei risultati della Convenzione, si fanno altri passi avanti, si pensa all'allargamento a est, foriero di nuovi problemi, e si profila una ulteriore ipotesi, l'Europa a due velocita, a centri concentrici, partendo dagli stati fondatori.

La formazione culturale e civile dei giovani non puo ignorare questo cantiere aperto solo perché non offre battaglie di cui memorizzare luoghi, morti e condottieri.
Gli antichi imperi non si formarono su un tavolo di discussione e confronto.
Il nostro compito di educatori e di rendere consapevoli di questo processo in atto i giovani cittadini con passaporto dell'Unione in tasca, prepararli a leggere criticamente le tensioni ideologiche e ideali, a misurarsi su un dibattito che li vedra presto protagonisti.
Se sapremo abituarli a pensare in dimensione europea, decentrando il proprio asse culturale senza ignorare e rinnegare la propria identita, li metteremo in grado di dare il proprio contributo alla definizione di questa giovane/vecchia Europa.

Percio non si poteva trascurare l'occasione offerta dal programma PR.IN.C.E. che ci chiedeva di porre l'euro al centro dell'attenzione dei giovani: una moneta senza stato, unica ma con facce diverse, arrivata e accettata per quanto di negativo cancella, cambi onerosi e instabili, rapporti conflittuali tra le economie nazionali, ma poco compresa per la sua ricaduta sulle nazioni sempre piu orfane di decisioni di politica economica. L'euro come conseguenza finale del MEC, tanto piu necessario in un'epoca di globalizzazione che gli sta dando cittadinanza ben lontano dai confini dell'Unione.
Forse possiamo leggere l'euro come segno dell'alleanza di alcuni popoli europei che non vogliono essere dominati da un prepotente, esistente, inevitabile, grande mercato sovranazionale e globale, ma delegano agli organismi comunitari il controllo dei meccanismi economici, tenendo saldi i diritti e la tutela dei cittadini europei; una solidarieta nata dalla consapevolezza dei pericoli per ogni nazione che voglia giocare da sola sullo scacchiere mondiale.

Ma, come ha detto il prof. Niccoli dell'Universita di Ancona, " l'euro diventera una moneta appetibile e degna di questo nome il giorno in cui ci saremo resi conto che l'economia e un pezzettino piccolo di un tutto che e molto piu ampio e piu vasto, in cui entra l'arte, la scienza, la storia, in cui entra la politica, in cui entrano i valori vissuti dagli abitanti dei paesi che lo utilizzano ".

Esperienze, la dimensione europea

1. I partner e le scuole

Considerando le caratteristiche del progetto, i partner sono stati cercati tra Istituzioni omologhe all'IRRE in diversi paesi europei. Hanno risposto positivamente il Centro di Formacao das Escolas di Tomar in Portogallo, il Centro de Profesorado di Marbella-Coin in Spagna, lo I.I.E.T, Institut, Europe, Education, Technologies, Programmes Européens, Education et Jeunesse, Nouvelles Technologies appliquées a l'Education et aux Services Publics di Tolosa in Francia, che ha fornito anche le competenze tecnologiche per il sito web; dalla Grecia ha aderito un liceo di Nuova Moudania, vicino a Salonicco, gia molto attivo sul piano delle iniziative internazionali.
Ma ci e sembrato logico anche dare continuita a una collaborazione che gia esisteva tra l'IRRE e la Banca di Credito Cooperativo di Filottrano, che aveva gia mostrato sensibilita, disponibilita, capacita di collegarsi con il tessuto sociale per promuovere la conoscenza dell'euro.
I partner a loro volta hanno individuato otto scuole ciascuno; delle Marche partecipano 23 scuole, rappresentative di ogni grado di istruzione.
In Francia hanno aderito anche Istituti universitari.

In questa fase tutti i partner hanno organizzato incontri con le scuole della propria rete per impostare correttamente le attivita del progetto.
Dalla lettura di un brano della relazione della partner greca, prof.ssa Cryssa Proussali, possiamo comprendere meglio i primi passi di un progetto europeo:

"Q uesto progetto presentava particolari difficolta, non solo per i partner, ma anche per le scuole della rete, poiché il suo argomento e lontano dai normali obiettivi scolastici e dalle conoscenze possedute dai docenti.
In questo contesto e stato molto laborioso trovare scuole e istituzioni disposte a collaborare, convincerle a produrre materiali, a organizzare iniziative attraenti e interessanti, e che avrebbero tratto soddisfazione dai risultati positivi. Ma il meeting di Marbella
[l'incontro di avvio del progetto] ci aveva persuaso che il progetto era interessante, sia per gli insegnanti che per gli studenti, ed avevamo accettato la sfida, pur prevedendo le difficolta.
Quindi si trattava di coprire tutti i gradi di istruzione, primaria, secondaria e superiore.
Volevamo anche interessare un territorio vasto della Grecia, non solo il contesto locale, per cui coinvolgemmo tre prefetture, Halkidiki, Thessaloniki, Magnesia.
Le difficolta aumentarono dovendo replicare tre volte ogni tipo di incontro organizzativo, senza compromettere la normale attivita didattica di ciascuno. I capi di Istituto mostrarono pazienza e tolleranza, i referenti di ogni scuola si impegnarono moltissimo sia per poter partecipare a tutte le riunioni, sia per informare e coinvolgere gli studenti a partecipare a un progetto che si presentava loro poco attraente.
Per noi riuscire a organizzare la formazione e stato un grosso ulteriore problema, in quanto come Liceo non abbiamo l'autorita di convocare i colleghi e i cittadini.
Per cui e stato indispensabile trovare la disponibilita e la collaborazione dei tre Uffici Amministrativi Scolastici
".

2. La formazione dei docenti

Per i docenti, primi destinatari delle azioni , sono stati previsti specifici obiettivi conoscitivi:

  • il ruolo dell'economia e della circolazione monetaria nella storia dei popoli europei

  • le radici della moneta unica

  • il passaggio dagli stati nazionali all'Unione europea

  • gli aspetti sociali dell'integrazione europea

  • le monete storiche locali

In Italia l'IRRE si e avvalsa della collaborazione dell'Universita di Ancona, Facolta di Economia, per fornire ai docenti una formazione di alto livello scientifico. Docenti relatori i proff. Alberto Niccoli, Marco Moroni, Glauco Nori, Ugo Ascoli.
Il prof. Roberto Rossi, membro della Deputazione di Storia Patria delle Marche, ha affrontato il tema delle monete storiche marchigiane.
La formazione presso i paesi partner ha seguito modalita simili, nel rispetto del programma e degli accordi presi durante l'incontro a Marbella all'avvio del progetto nel gennaio 2001.

In Spagna il Centro de Profesorado , in collegamento con l'Universita di Malaga, ha organizzato un corso sulle seguenti tematiche:

  • La storia dell'Unione Europea

  • I precedenti dell'unione monetaria

  • La storia della moneta spagnola

  • Le caratteristiche dei paesi dell'unione monetaria

  • I biglietti e le monete dell'euro

  • Il calcolo dell'euro (atelier)

Temi della formazione in Grecia:

  • La transizione all'euro

  • Euro ed economia

  • Euro. Societa e Sistema monetario unico

  • Cittadini (bambini, donne, anziani)

  • Vantaggi e svantaggi dell'ingresso nella zona-euro

  • Il Sistema Monetario Unico, Istituzioni, Procedure e implicazioni politiche ed evoluzione.

In Portogallo e in Francia il modulo formativo proposto non si discostava dai precedenti.

Nel questionario finale di valutazione del progetto tutti i docenti si sono dichiarati soddisfatti della formazione ricevuta; particolare apprezzamento e stato espresso dai docenti spagnoli e portoghesi.

3. La didattica

Ci e sembrato utile creare un gruppo di esperti di didattica delle varie discipline, per elaborare degli itinerari di lavoro da proporre ai colleghi delle scuole del progetto.
Il gruppo, coordinato dalla prof,ssa Carla Marcellini, era composto da Alba Lucantoni, Gabriella Polizza, Filippo Bruni, Paolo Coppari.

Conclusa la parte organizzativa e propedeutica del progetto, il testimone e passato ai ragazzi, intermediari tra gli adulti che li in-formavano, e altri adulti, in funzione dei quali dovevano strutturare dei messaggi.
Per capire meglio cosa si e attivato, puo essere utile leggere un brano della relazione finale di una insegnante di un piccolo paese di montagna dell'Andalusia.

Scuola primaria di Casares, insegnante Yolanda Rodriguez Luque.

" Lo scorso febbraio [2001] si mise in moto una attivita scolastica inserita nel programma Euro-EGA. Si tratta di una iniziativa per studiare e divulgare informazioni sull'Euro .Una volta che il consiglio dei docenti accetta questa attivita, si cominciano a prendere le decisioni necessarie per realizzarla. Si decide che siano gli alunni della quinta classe della Primaria a lavorarci, e per far partecipare gli alunni dei due gruppi,
si sceglie di realizzare un laboratorio di lavoro, da condurre fuori dell'orario scolastico per una durata di circa due ore, due volte la settimana.
Si comincia a lavorare con l'euro, la sua equivalenza con la peseta e a familiarizzarci con i cambi e la conversione ufficiale. Pero presto sorgono domande sul perché dell'euro, il perché dell'Unione di tutta l'Europa e tutta una serie di interrogativi da parte dei bambini. E cosi si decide di fare un lavoro di ricerca sui principali aspetti dell'Europa unita.
Partiamo dal tema della costruzione della unita europea; i bambini del laboratorio si dividono in gruppi e lavoriamo con diverse fonti di informazioni. Una di queste e il fascicolo "Tutto sull'euro", che diventa uno dei manuali di consultazione preferiti dagli alunni. Lavoriamo sugli argomenti che appaiono in questo dossier e su altri aspetti che vanno emergendo, e cerchiamo un metodo per informare gli altri su cio che stiamo apprendendo.
Durante il nostro lavoro elaboriamo tabelle informative che contengono i dati piu importanti degli aspetti studiati, presentati nella forma piu semplice e attraente possibile.
Nell'ingresso della scuola sistemiamo un tabellone di grandi dimensioni per collocarvi tutto quello che stiamo elaborando e tutte le informazioni che intendiamo fornire agli altri.

Le informazioni elaborate comprendono:

  • gli aspetti che abbiamo menzionato prima sulle domande poste dagli alunni

  • informazioni dirette specialmente agli alunni piu piccoli della scuola

  • informazioni destinate a gente adulta ,che saranno subito esposte in luoghi dove possano essere consultate da loro."

Oltre a questo lavoro, si sono realizzate altre attivita: la visita di tutti i bambini del III Ciclo della Primaria all'Eurobus, la organizzazione del giorno dell'Europa, il 9 maggio, con schede sul tema "Una Festa Comune", che i bambini piu grandi hanno esposto in tutte le classi spiegando il significato della celebrazione del 9 maggio. Hanno preparato le quindici bandiere dell'Unione , per esporle nell'ingresso della scuola il 9 maggio, mentre si sentiva l'inno alla gioia. I bambini della scuola di Casares, che frequentano anche la scuola comunale di ballo, hanno partecipato con altri gruppi di ballo della provincia a un programma di scambio culturale con gruppi Greci.
Tutto cio, e altro ancora e ben documentato in un fascicolo che riporta le schede realizzate dai ragazzi, i cartelloni da loro disegnati, in una alternanza di foto, testi e disegni , che denota l'accurata regia degli insegnanti non a scapito della spontaneita del lavoro infantile.

Questa relazione evidenzia l'approccio al tema dell'euro sia degli insegnanti che dei bambini.
Al progetto, approvato dagli organismi competenti, viene dedicato del tempo aggiuntivo extracurriculare; la metodologia e quella della ricerca, non solo per la presenza di fonti di informazioni non convenzionali, ma anche perché viene dato spazio agli interrogativi dei bambini, e questi quesiti diventano lo storyboard del lavoro. Risulta un'interazione notevole tra insegnante e allievi, che fa presumere l'attivazione della curiosita dei bambini, e anche un certo entusiasmo nel lavoro che non e preordinato, ma condizionato dai loro bisogni conoscitivi e dai destinatari finali, per cui il gruppo lavora per capire e imparare, ma anche per trasmettere a sua volta il sapere.
E' notevole l'osservazione che il gruppo cerca il modo di realizzare cartelloni "piu semplici e attraenti possibile" . Non e cosi ovvio per dei bambini mettersi nei panni degli altri, immaginare modalita comunicative funzionali.

Dalla lettura dei vari report dei partner emergono delle costanti:

Gli obiettivi : "stimolare i processi di insegnamento/apprendimento e convivenza tra insegnanti, genitori, alunni grazie al progetto EGA, usare le nuove tecnologie della informazione della comunicazione nella elaborazione dei materiali e nella loro diffusione; acquisire una maggiore consapevolezza di essere cittadini europei, e partecipare alla costruzione europea"
Benilde Rivas, del Centro de Profesorado di Marbella.

Le metodologie : il laboratorio di ricerca, il lavoro di gruppo, l'utilizzo di una vasta gamma di fonti di informazioni, compresa la stampa ma anche visite ai musei, la capacita di documentazione del lavoro e dei prodotti, l'uso di messaggi multimediali, la consultazione di testi complessi, come il libro bianco, opuscoli sugli organismi europei o su temi economici, partecipazione dei ragazzi all'organizzazione degli eventi previsti dal progetto: mostre, simulazioni di uso dell'euro, attivita di drammatizzazione, incontri con anziani .
Costante risulta anche l'impegno e l'entusiasmo dei ragazzi. Secondo la collega greca e stato piu difficile coinvolgere i piu grandi, specialmente gli studenti liceali, cosicché l'entusiasmo e stato inversamente proporzionale all'eta.
Non e possibile riferire la molteplicita e la varieta dei lavori realizzati, spesso su supporto informatico.
Naturalmente risultano piu complessi i lavori dei ragazzi piu grandi, anche perché spesso realizzati con il contributo di varie discipline.

Ecco l'esempio di una scuola secondaria di Estepona, Andalusia:

"Giovani e adulti apprendono insieme l'euro:

  1. formazione dei docenti

  2. ambientazione allestimento della scuola: realizzazione di murales, graffiti, posters. Collocazione di bandiere.

  3. formazione degli studenti attraverso le seguenti discipline:

Geografia e storia: formazione geografica, storica e sociale dell'Unione Europea e dell'euro. Videoconferenze, lavori monografici, elaborazione di poster e murales.

Matematica : attivita di cambio delle monete, sistema monetario e giochi di ruolo o simulazione di acquisti in eur, con utilizzazione di banconote e monete in facsimile.

Tecnologia e informatica : elaborazione di materiale audiovisivo e grafico. Elaborazione di programmi informatici.

Plastica e visual : elaborazione di materiale artistico.

Lingua e letteratura : elaborazione di un fumetto sulla storia della peseta.

Filosofia : dibattiti sulle implicazioni etiche, e sulla cittadinanza europea.

Francese e inglese : traduzione dei materiali scritti.

Orientamento : coordinazione del progetto e diffusione. Formazione degli adulti."
Prof.ssa Catalina Ortega Puertas

Particolarmente interessanti sono i lavori sulle monete storiche dei vari paesi.

Il piu ricco e quello dei greci, poiché ogni classe ha lavorato su un periodo storico ed il lavoro finale e l'assemblaggio di molti materiali, ben curati.
Particolare il lavoro sulla peseta, poiché e la storia della Spagna degli ultimi secoli raccontata dal personaggio-peseta, visto che la moneta non e cambiata. Ma sono interessanti gli episodi e i personaggi evidenziati come importanti dall'ottica spagnola.
Lo stesso problema per i francesi, per la lunga vita del loro franco, per cui sono stati presi in considerazione di piu gli aspetti estetici o di valore delle monete.
Il lavoro sullo scudo portoghese e stranamente incentrato sulla storia antica di paesi lontani, la Grecia, Roma, e altri paesi europei.
Le scuole italiane hanno prodotto numerosi e molto accurati lavori sulle monete, naturalmente proporzionati all'eta dei loro autori.

Alla fine delle iniziative abbiamo chiesto ai ragazzi la valutazione di questo progetto: si riportano i dati aggregati dei questionari dei ragazzi italiani, e i dati di quelli europei.

Alla domanda:
Che cosa ti ha interessato di piu? ambedue i gruppi non hanno dubbi:

  • approfondire la conoscenza dell'Unione Europea , con una percentuale del 75% dei ragazzi europei e del 61% degli italiani.

  • Al secondo posto per gli europei, le attivita di simulazione di situazioni della vita quotidiana (72%), e al terzo il rapporto con i cittadini adulti e anziani (41%). (Naturalmente i ragazzi potevano fornire piu di una risposta)......... I due gruppi hanno in comune anche l'ultimo in graduatoria, il rapporto con le istituzioni non scolastiche, in fondo scelta comprensibile.

Anche agli italiani sono piaciute le attivita di simulazione, ma sono al terzo posto, mentre al secondo l'uso delle nuove tecnologie. E' interessante notare che subito dopo risulta l'altra opzione, la ricerca storica, che come gradimento risulta al quarto posto per gli italiani, e al penultimo per gli europei.

La seconda domanda era:
In quale misura questo progetto ha potenziato la tua consapevolezza di essere cittadino europeo?

  • Italiani: abbastanza 59%, molto 28%, con un totale dell' 87% che decreta un indubbio raggiungimento dell'obiettivo principale.

  • Europei: abbastanza 52%, molto 35%, con un totale del 87%, uguale nella cifra finale, ma ancora piu soddisfacente.

L'ultima domanda:
Pensi che questo progetto ha aiutato i protagonisti nel passaggio dalle monete nazionali all'euro?

  • Italiani: abbastanza 69%, molto 20%, totale 89%

  • Europei: abbastanza 53%, molto 36%, totale, 89%

Risultati confortanti al termine di un lavoro tanto complesso, non solo per la misura del consenso, ma anche per l'omogeneita di ricaduta e apprezzamento da parte dei giovani italiani e degli altri europei.

4. Giovani e adulti

Il terzo destinatario di questo progetto e il mondo dei cittadini adulti e anziani, e sono stati ovviamente coinvolti coloro che piu facilmente possono entrare in contatto con gli studenti: i familiari, i vicini, chi risiede nelle case di riposo del quartiere. I ragazzi lo sapevano dall'inizio, quello era il loro obiettivo, andare dai grandi e parlare loro di politica e di economia, insegnar loro come si affrontano le novita della vita, ma anche raccontare il passato.
Questa inversione dei ruoli tradizionali e piaciuta moltissimo agli studenti, e ha dato loro la motivazione per entrare nella mentalita degli "altri", quegli anziani lontani anni luce , di cui bisognava chiarire le esigenze, le lacune informative, la cultura, la capacita di comprendere messaggi confezionati con le moderne tecnologie. Ma i ragazzi e gli insegnanti avevano uno strumento conoscitivo, il questionario che nella prima fase essi stessi avevano somministrato a pazienti familiari e frettolosi passanti.

Come era nelle ipotesi di partenza del progetto EGA e prima ancora della Direzione Generale che aveva lanciato il PR.IN.C.E., gli anziani non avevano sufficienti nozioni sull'euro, ma molti timori per gli effetti negativi sulla loro economia familiare, e anche sulla propria capacita di abituarsi a questa novita.
Il questionario e stato proposto a persone di tutte le eta nella primavera del 2001, quindi praticamente un anno prima dell'ingresso reale dell'euro, e i dati sono stati letti secondo quattro fasce: da 6 a 14 anni, da 15 a 30 anni, da 31 a 60 anni, oltre.
Naturalmente e stato utilizzato da tutti i partner, anche se i dati sono stati aggregati diversamente dai Greci, che non ci danno le risposte divise per eta.

A una domanda base: Che cos'e l'euro?

In Italia danno risposta esatta il 77% dei ragazzi, il 56% dei giovani, il 75% degli adulti e il 38% degli anziani.
Queste risposte evidenziano una tendenza che poi si rivela costante nelle varie articolazioni del questionario, cioe che le fasce di cittadini piu informate erano i ragazzi della scuola dell'obbligo e gli adulti in eta lavorativa. I giovani a parecchi quesiti sull'euro o sull'Europa hanno dato risposte non esatte, o comunque meno esatte dei ragazzi. La fascia piu debole risulta quella degli anziani. La situazione delle risposte a questa domanda e molto simile in Portogallo: 88% (6/14 anni), 73% (15/30 anni), 85% (31/60 anni), 54% (oltre i 60 anni), mentre in Francia i giovani sono molto informati. Ma bisogna tener conto del fatto che a Tolosa i giovani intervistati erano quasi tutti studenti di un grosso liceo della citta, o studenti universitari.

Dopo varie domande sui diversi formati delle monete e delle banconote, le cui risposte non si discostano in modo significativo dai risultati della precedente, si passa a un'altra domanda chiave: Per i cittadini l'uso dell'euro creera problemi?

  • A questa domanda volutamente generica rispondono affermativamente il 67% dei ragazzi in Italia, il 95% dei giovani, il 65% degli adulti, il 94% degli anziani. Questo dimostra la relazione tra il possesso delle informazioni e il sorgere dei timori.

  • In Francia rispondono affermativamente il 56% dei ragazzi, il 74% dei giovani, il 60% degli adulti, il 100% degli anziani. Accanto a una ammissione aperta di ansia da parte della popolazione piu anziana, stranamente sono i giovani a risultare i piu pessimisti.

  • In Spagna risponde affermativamente l'86% degli adulti, il 94% degli anziani.

  • In Portogallo a temere di piu l'effetto dell'euro sulla cittadinanza sono i ragazzi con l' 84%, i giovani con il 54%, gli adulti con il 67%, gli anziani con il 675.

Alla domanda diretta: Lei ha timori?

  • Risponde affermativamente in Italia il 53% dei ragazzi, il 52% dei giovani, il 38% degli adulti, il 66% degli anziani con dei numeri piu bassi di quelli precedenti, come se ciascuno temesse che l'euro possa portare problemi, ma non a sé. Quindi gli adulti si mostrano abbastanza sicuri, gli anziani timorosi; i ragazzi e i giovani esitanti.

  • Spagna: adulti 48%, anziani 50%. In Portogallo c'e un crescendo, 58%, 73%, 79%, 86%, molto interessante se paragonato ai dati della domanda precedente: i ragazzi hanno detto di non aver timori per sé , ma sono convinti che gli altri hanno paura dell'euro (84%).

  • Al contrario gli altri intervistati, che dicevano di non credere ai problemi dell'euro, ammettono di non sentirsi sicuri.

  • Il campione greco si mostra molto sicuro: solo il 12 % degli intervistati ammette di temere l'avvento dell'euro.

I timori evidenziati sono essenzialmente sull'uso delle monete, che potrebbe creare difficolta, e sono gli anziani che ne hanno di piu.

Alla domanda: E' d'accordo sull'introduzione dell'euro?

  • In Italia l'84% dei ragazzi risponde affermativamente, il 65% dei giovani, il 78% degli adulti, il 42% degli anziani, con dei numeri proporzionali alle risposte della prima domanda: cioe chi conosce l'euro lo accetta, chi non lo conosce, lo teme e non l'accetta.

  • Identica situazione in Francia. In Spagna troviamo numeri bassi: e d'accordo il 25% degli adulti, e il 44% degli anziani. In Portogallo hanno risposto affermativamente dall'84 al 95% degli intervistati . Il 78 % dei Greci si dichiara favorevole.

Quindi le indicazioni che si possono trarre da questa indagine fatta su un campione limitato, ma comunque costituito da centinaia di cittadini europei, sono che pochi un anno prima dell'avvio della moneta unica avevano sufficienti informazioni sulla nuova moneta, e sull'Unione europea; i piu informati erano i ragazzi, che evidentemente a scuola gia avevano avuto possibilita di approfondire l'argomento. Invece i giovani risultano avere conoscenze generiche, molti timori e una certa diffidenza verso la nuova moneta. Gli adulti in eta lavorativa si mostrano piu consapevoli, meno timorosi, e abbastanza convinti dell'utilita del cambiamento. Le lacune ipotizzate a priori sono emerse nella conoscenza dell'euro da parte delle persone anziane, con tutte le conseguenze inevitabili.

La consapevolezza di questa situazione di partenza ha motivato l'impegno degli studenti e dei docenti, stimolandoli a creare molti momenti di dialogo tra giovani, adulti e anziani dentro le scuole, nelle piazze, nei ricoveri, nei negozi e nei mercati, quello che nel progetto e stata chiamata la "settimana dell'euro".

La settimana doveva rappresentare - ed ha rappresentato- il momento, dopo una fase di preparazione, dello scambio tra generazioni: la scuola e gli studenti coinvolgono il territorio, nel senso che vengono realizzate attivita non solo di presentazione di quanto realizzato, ma anche, si potrebbe dire, di servizio alla comunita locale.
Riuscire a fornire un quadro unitario di quanto attivato non e semplice a causa della mole e dell'eterogeneita dei materiali prodotti e delle iniziative effettuate. Vista l'impossibilita di una presentazione analitica che evidenzi le peculiarita dei singoli contributi, ci si limita alla presentazione di alcune tipologie:

  • Attivita di informazione. Una prima tipologia di interventi e stata quella destinata alla informazione. Sono state utilizzate metodologie tradizionali e non: dalla conferenza alle visite a negozi, dalla distribuzione di facsimile di euro alla presentazione di video, dalla distribuzione di depliant a incontri mirati per la distribuzione di questionari.

  • Mostre. Un'ulteriore ambito - per certi aspetti molto piu impegnativo - e stato quello della realizzazione di mostre. Non si e trattato nella maggior parte dei casi di una semplice divulgazione: la preparazione dei materiali della mostra ha richiesto un lavoro di documentazione e di formazione spesso condotto in collaborazione con altri istituti ed enti.

  • Spettacoli. Feste e spettacoli sono state uno degli strumenti di maggiore successo. Balli tipici, scenette o vere e proprie rappresentazioni teatrali dialettali (ad esempio "L'euro?! C'ade? Na cosa che se magna'" dell'Istituto Comprensivo "E. Fermi" di Macerata; la serata organizzata dall'Istituto Comprensivo di San Marcello, Euroinfesta organizzato dalla Scuola Media "Patrizi" di Recanati), giochi, gare, perfino manifestazioni culinarie hanno costituito momenti di aggregazione significativa tra diverse generazioni.

  • Simulazioni. Un discorso a parte va fatto per le simulazioni. Giustamente le scuole hanno pensato che uno dei migliori metodi per preparasi all'introduzione dell'euro fosse simularne l'uso. Da qui l'idea dei partener spagnoli dell'euro-chiosco (o dell'uso dell'Aula Bancaria degli Istituti Tecnico Commerciali "Gentili" di Macerata e "Corridoni" di Civitanova Marche) per effettuare anche con appositi fac-simile il cambio dalla vecchia alla nuova moneta, la realizzazione di mercatini spesso in collaborazione con singoli commercianti, con supermercati e con la collaborazione di istituti bancari (dalla relazione dell'Istituto Comprensivo di Filottrano: " In occasione della rappresentazione teatrale dei bambini di una sezione della Scuola Materna di Filottrano, insegnanti e genitori hanno dato seguito alla vendita dei dolci in euro. Il fatto ha riscosso molto successo soprattutto fra gli anziani, nonni e zii presenti all'evento ").

Le immagini e le relazioni che seguono rendono conto solo in misura ridotta di quanto e stato realizzato: cd rom, video (e da segnalare in tal senso quanto prodotto dall'Istituto d'Arte di Urbino), giochi, materiali cartacei di vario genere. Cio che comunque va sottolineato oltre ad un ampio coinvolgimento di adulti (a partire dai genitori degli studenti per passare agli anziani - talvolta con il diretto coinvolgimento degli ospiti delle case di riposo - e continuare con categorie specifiche come quella dei commercianti.) e l'elevato livello di collaborazione/cooperazione con altre realta presenti nel territorio: comuni, associazioni professionali, sindacati, istituti di credito, reti di scuole, stampa e televisioni locali, comunita montane, istituzioni finalizzate all'assistenza degli anziani.

Concludo queste note con le parole della collega Benilde Rivas:

"Tutte le scuole hanno messo un grande entusiasmo nella partecipazione a questo progetto e sono convinte di aver conseguito la maggior parte degli obiettivi posti all'inizio di un progetto europeo tanto ambizioso come questo.
La loro partecipazione ha presupposto un grande sforzo nel seguire le attivita che sono state realizzate, cosi come un controllo dei materiali elaborati per garantire un minimo di qualita nei contenuti e nella presentazione. Cio e stato possibile perché la maggior parte di essi e in formato digitale e si sono utilizzate le nuove tecnologie. E' stato molto gratificante collaborare con gli altri quattro paesi europei nello sforzo di diffondere la nuova moneta europea, uno dei pilastri piu importanti per la costruzione dell'Europa"
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